Genericamente si fa riferimento ad un gruppo estremamente eterogeneo di manifestazioni cliniche associate alla presenza nel corpo umano di parassiti della superfamiglia Onchocercoidea. Nello specifico la filariasi linfatica è causata da due diversi parassiti nematodi: Wuchereria bancroftii e Brugia malayi. Questi parassiti, trasmessi allo stadio larvale da diverse specie di artropodi (AnophelesAedes togoiMansonia), si sviluppano all’interno del corpo umano dapprima sotto forma di microfilarie ed in un secondo tempo, dopo circa 90 giorni, nella loro manifestazione adulta che può protrarsi anche per anni. La loro maturazione avviene per intero nel tessuto sottocutaneo ed a livello dei collettori linfatici. Le manifestazioni cliniche associate a questa parassitosi delle strutture linfatiche possono variare dalla linfangite acuta, alla linfoadenite, fino allo sviluppo di un linfedema cronico ed all’elefantiasi. Il processo patologico spesso si manifesta dopo la morte del parassita; si ha infatti una reazione granulomatosa fibrosante scatenata dai resti del microorganismo o dai prodotti liberati nel corso della maturazione che causano una trombolinfangite con invasione eosinofila e, dunque, una conseguente occlusione meccanica dei collettori interessati, costituendo così la premessa fisiopatologica per lo sviluppo di un linfedema cronico secondario post-infettivo. La filariasi è endemica in India, in Cina, nell’Asia sud-orientale ed in Corea; la diagnosi è basata principalmente sulla valutazione clinica ed anamnestica (in casi particolari ed iniziali di infezione da W. bancroftii è possibile isolare le microfilarie nel sangue nelle ore notturne). La terapia medica contro l’infezione parassitaria si basa principalmente sulla dietil-carbamazepina ed altri farmaci anti-parassitari, mentre la terapia dell’eventuale complicanza linfangiologica (come il linfedema cronico secondario) non si discosta dalla usuale terapia combinata utilizzata con successo negli altri linfedemi cronici secondari. In figura: Edema da pregressa infezione da filaria in paziente etiope (visione posteriore)

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