L’ettrostimolazione muscolare, con elettrodi di superficie, è una metodica già utilizzata negli anni ’60 per la preparazione degli atleti, ultimamente incentivata dalla crescente attenzione verso la cura del proprio corpo e della propria “forma” fisica. Si è diffusa rapidamente presso molti Centri estetici e fisioterapici, trovando anche applicazione nel campo del linfodrenaggio. L’azione linfodrenante sarebbe legata alla stimolazione della pompa muscolare che indirettamente aumenterebbe il drenaggio della linfa. Questo principio, in linea teorica ineccepibile, non è da consigliarsi in tutti quei pazienti dotati di una normale funzionalità neuro-muscolare e quindi in grado di effettuare una normale attività fisica, con una conseguente attivazione della stessa pompa muscolare più completa e fisiologica. Questa metodica, al contrario, ha dimostrato la sua efficacia nell’aiutare il drenaggio linfatico in tutti quei pazienti affetti da patologie neuro-muscolari, spesso degenerative, che impediscono una normale deambulazione e che frequentemente sono causa di una cronica stasi linfatica detta anche “linfedema da disuso” (vedi). Studi in questo settore sono in corso su pazienti affetti da sclerosi multipla ed hanno dimostrato risultati incoraggianti.

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