Dizionario

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La Linfologia, nonostante termini come linfocita, linfonodo, linfa e vasi linfatici ricorrano nella quotidiana attività medica, è sempre stata considerata una sorta di sorella minore rispetto a materie come l’Angiologia o la Flebologia e non è mai stata intesa, se non da alcuni medici pionieri, come materia di studio specifica e ben identificata.

Questo “Dizionario” vuole, quindi, rappresentare una sorta di metaforica “finestra” sul vasto ed ancora poco inesplorato mondo della patologia linfatica e fornire utili elementi di conoscenza di base per una corretta diagnosi e gestione del paziente affetto da alterazioni del sistema linfatico-linfonoidale.

EZIOLOGIA DEL LINFEDEMA

Il linfedema può presentarsi primariamente (linfedema primario) oppure come manifestazione secondaria di un precedente evento morboso (linfedema secondario). Spesso i linfedemi secondari presentano una latente componente congenita che però si è resa clinicamente manifesta solo in seguito ad un evento scatenante. I linfedemi primari, distinti in neonatali o congeniti pr. d. (malattia di Milroy), a manifestazione precoce (sindrome di Meige) o tardiva, presentano una base eziologica linfangiodisplasica di varia gravità. I linfedemi secondari riconoscono più frequentemente una causa chirurgica, come ad esempio nel caso di linfoadenectomie a scopo oncologico (linfedema post-mastectomia), ma possono rappresentare la conseguenza di un evento traumatico, infettivo (linfedemi da filaria o post-linfangitici) oppure legati ad una perdita della funzione neuro-muscolare (linfedema “da disuso”).

In figura: Linfedema secondario a trauma con relativa linfoscintigrafia che, se sovrapposta, mostra l’arresto del tracciante in corrispondenza della cicatrice e corrispondente ristagno della linfa nella porzione mediale della coscia.

ESPERIDINA

È un flavone, diretto precursore della diosmina (vedi), di cui prolunga e rafforza l’attività farmacologica. L’esperidina, inoltre, è dotata di elevata attività anti-infiammatoria.

ERESIPELA

L’ERESIPELA È un infiammazione acuta dei tessuti molli superficiali causata più frequentemente dallo Streptococcus pyogenes. Si manifesta con un edema eritematoso, urente, a margini ben definiti (segno dello scalino), che può colpire il volto o gli arti e spesso è associata a febbre elevata (fino a 41°C di temperatura ascellare). Le sue manifestazioni sistemiche sono molto variabili, raramente coinvolge i tessuti molli profondi e facilmente regredisce se trattata con penicilline. Dopo circa 5-10 giorni dall’episodio acuto si può avere una massiva desquamazione della cute interessata. I pazienti affetti da linfedema hanno un rischio aumentato di sviluppare questo tipo di infezione. In questi soggetti, le manifestazioni linfangitiche, sebbene non legate soltanto ad infezioni da Streptococcus pyogenes, presentano quadri clinici misti e vengono dette “linfangiti eresipeloidi”. In figura: Esempi di linfangite eresipeloide.

ENTEROPATIA PROTIDODISPERDENTE

ENTEROPATIA PROTIDODISPERDENTE È una condizione clinica caratterizzata da una ipoproteinemia cronica causata da una aumentata dispersione di proteine a livello del lume intestinale. Fisiopatologicamente è associata ad un deficit linfatico, che può essere di natura malformativa congenita, come nella linfangectasia intestinale, oppure secondario ad un pro22 cesso infiammatorio-infiltrativo delle strutture linfatico-linfonodali dell’intestino tenue, dovuto ad una malattia infiammatoria acuta o cronica, a metastasi tumorali oppure a reazioni granulomatose.

ENDOTELIO

Struttura dell’Endotelio

Le cellule endoteliali hanno derivazione mesenchimale e possono assumere diverse forme a seconda della loro funzione di rivestimento, potendo essere sia continue che fenestrate. Esse costituiscono il rivestimento interno (intimale) del lume dei capillari, delle vene e delle arterie, nonché dei vasi linfatici e delle cavità cardiache.

L’endotelio è composto da cellule piatte, allineate in modo continuo lungo la superficie interna dei vasi sanguigni e linfatici. Queste cellule sono tenute insieme da giunzioni cellulari strette, che formano una barriera semipermeabile tra il flusso sanguigno e i tessuti circostanti. La superficie dell’endotelio è anche arricchita di glicocalice, una sottile striscia di carboidrati che gioca un ruolo cruciale nella regolazione delle interazioni tra l’endotelio e il sangue.

Funzioni dell’Endotelio

L’endotelio svolge numerose funzioni essenziali per il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare e linfatico:

  1. Regolazione del Flusso Sanguigno: L’endotelio rilascia sostanze chimiche chiamate vasodilatatori e vasocostrittori che regolano il diametro dei vasi sanguigni e influenzano il flusso del sangue. Questo è fondamentale per mantenere la pressione sanguigna e il flusso di ossigeno e nutrienti verso i tessuti.
  2. Barriera Protettiva: L’endotelio forma una barriera semipermeabile tra il sangue e i tessuti, impedendo il passaggio di sostanze dannose e agenti patogeni nel flusso sanguigno.
  3. Risposta Infiammatoria: L’endotelio è coinvolto nella risposta infiammatoria, attirando le cellule immunitarie nei tessuti interessati per combattere l’infezione o riparare i danni.
  4. Angiogenesi: L’endotelio è coinvolto nel processo di angiogenesi, la formazione di nuovi vasi sanguigni, che è fondamentale per la crescita e il ripristino dei tessuti danneggiati.

Preservare la Salute dell’Endotelio

Mantenere la salute dell’endotelio è fondamentale per prevenire malattie cardiovascolari e altre patologie vascolari. Alcuni modi per preservare la salute dell’endotelio includono:

  • Alimentazione Salutare: Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, può sostenere la salute dell’endotelio.
  • Attività Fisica: L’esercizio regolare favorisce una corretta funzione dell’endotelio e migliora la circolazione sanguigna e linfatica.
  • Gestione dello Stress: Lo stress cronico può danneggiare l’endotelio, quindi praticare tecniche di gestione dello stress come la meditazione e lo yoga può essere utile.
  • Controllo della Pressione Sanguigna e del Colesterolo: Mantenere la pressione sanguigna e il colesterolo a livelli sani riduce il rischio di danni all’endotelio e alle arterie.

Conclusioni

L’endotelio svolge un ruolo cruciale nella salute dei vasi sanguigni e linfatici, regolando il flusso sanguigno e linfatico, formando una barriera protettiva e partecipando alla risposta infiammatoria. Preservare la salute dell’endotelio è fondamentale per promuovere la salute cardiovascolare e ridurre il rischio di malattie vascolari. Un’alimentazione sana, l’attività fisica e la gestione dello stress sono misure chiave per mantenere un endotelio sano e funzionante.

ELETTROSTIMOLATORI

L’ettrostimolazione muscolare, con elettrodi di superficie, è una metodica già utilizzata negli anni ’60 per la preparazione degli atleti, ultimamente incentivata dalla crescente attenzione verso la cura del proprio corpo e della propria “forma” fisica. Si è diffusa rapidamente presso molti Centri estetici e fisioterapici, trovando anche applicazione nel campo del linfodrenaggio. L’azione linfodrenante sarebbe legata alla stimolazione della pompa muscolare che indirettamente aumenterebbe il drenaggio della linfa. Questo principio, in linea teorica ineccepibile, non è da consigliarsi in tutti quei pazienti dotati di una normale funzionalità neuro-muscolare e quindi in grado di effettuare una normale attività fisica, con una conseguente attivazione della stessa pompa muscolare più completa e fisiologica. Questa metodica, al contrario, ha dimostrato la sua efficacia nell’aiutare il drenaggio linfatico in tutti quei pazienti affetti da patologie neuro-muscolari, spesso degenerative, che impediscono una normale deambulazione e che frequentemente sono causa di una cronica stasi linfatica detta anche “linfedema da disuso” (vedi). Studi in questo settore sono in corso su pazienti affetti da sclerosi multipla ed hanno dimostrato risultati incoraggianti.

Come Funzionano gli Elettrostimolatori

Gli elettrostimolatori funzionano inviando impulsi elettrici attraverso elettrodi posizionati sulla pelle, vicino ai muscoli da stimolare. Questi impulsi imitano i segnali elettrici che il cervello invia ai muscoli per innescare la contrazione muscolare. L’elettrostimolazione aiuta a coinvolgere i muscoli senza richiedere il movimento volontario e può essere utilizzata per diverse finalità.

Benefici degli Elettrostimolatori

  1. Miglioramento della Forza Muscolare: Gli elettrostimolatori possono aiutare ad aumentare la forza muscolare, specialmente nelle persone che hanno difficoltà a eseguire esercizi tradizionali o che si trovano in condizioni di immobilizzazione prolungata.
  2. Riabilitazione Fisica: Gli elettrostimolatori sono utilizzati in campo medico per la riabilitazione dopo infortuni o interventi chirurgici. Questa tecnologia può contribuire al recupero muscolare e alla riduzione del dolore.
  3. Miglioramento della Circolazione: L’elettrostimolazione può aiutare a migliorare la circolazione sanguigna nei tessuti trattati, favorendo il trasporto di ossigeno e nutrienti.
  4. Sollievo dal Dolore: Gli elettrostimolatori possono essere utilizzati per ridurre il dolore muscolare e articolare, offrendo sollievo in caso di tensioni, contratture o infiammazioni.
  5. Tonificazione Muscolare: L’elettrostimolazione può aiutare a tonificare i muscoli e a migliorare l’aspetto fisico, specialmente in combinazione con un programma di esercizio regolare.

Applicazioni degli Elettrostimolatori

  1. Sport e Fitness: Gli atleti e gli appassionati di fitness utilizzano gli elettrostimolatori per migliorare le prestazioni sportive, aumentare la forza muscolare e accelerare il recupero dopo l’allenamento.
  2. Riabilitazione Medica: Gli elettrostimolatori sono comunemente utilizzati nella riabilitazione medica per aiutare i pazienti a recuperare la forza muscolare dopo infortuni, interventi chirurgici o periodi di immobilizzazione.
  3. Terapia del Dolore: Gli elettrostimolatori sono spesso utilizzati nella terapia del dolore per ridurre le sensazioni dolorose e promuovere il rilassamento muscolare.
  4. Kinesiterapia: Gli elettrostimolatori sono utilizzati nella kinesiterapia per facilitare il movimento e migliorare la funzione muscolare in persone con disabilità o patologie neuromuscolari.
  5. Estetica e Benessere: Gli elettrostimolatori sono anche utilizzati nell’estetica per migliorare il tono muscolare, ridurre la cellulite e favorire la circolazione.

ELETTROFORESI PROTEICA

Questo esame laboratoristico è basato sulla diversa composizione delle frazioni proteiche presenti nel plasma. Se poste, infatti, in una soluzione alcalina, attraversata da una corrente continua, con un polo positivo ed uno negativo, esse migrano in maniera differente in virtù sia del loro peso molecolare, sia del loro caratteristico punto isoelettrico. Con questa semplice metodica, ormai da molto tempo diffusa in tutti i laboratori di analisi, è possibile identificare i vari tipi di proteine presenti nel plasma ed il loro rapporto quantitativo. In linfologia questo esame deve essere richiesto in tutti quei pazienti affetti da linfedemi primari, quindi, su base congenito-ereditaria, per verificare una possibile ipoproteinemia, assai frequente nelle patologie da reflusso chiloso o su base linfangiodisplasica intestinale, più o meno associate a quadri di enteropatia protido-disperdente.

Come Funziona l’Elettroforesi Proteica

L’elettroforesi proteica si basa sulla diversa mobilità delle proteine in un campo elettrico. Il sangue o l’urina del paziente viene posizionato su una striscia di cellulosa o gel di agarosio e quindi sottoposto a un campo elettrico. Le proteine si muovono lungo la striscia a diverse velocità in base alle loro dimensioni e cariche elettriche. Questa separazione permette di distinguere le diverse proteine presenti nel campione analizzato.

Componenti dell’Elettroforesi Proteica

  1. Albume: L’albumina è la proteina più abbondante nel sangue e appare come una banda stretta nella parte iniziale della striscia.
  2. Alfa-1-globuline: Questa frazione contiene diverse proteine, tra cui l’alfa-1-antitripsina e l’alfa-1-acido glicoproteina.
  3. Alfa-2-globuline: Questa frazione comprende l’alfa-2-macroglobulina e l’alfa-2-antiplasmina, tra le altre proteine.
  4. Beta-globuline: Questa frazione contiene diverse proteine, come l’apolipoproteina B e la transferrina.
  5. Gamma-globuline: Questa frazione è costituita principalmente da immunoglobuline (anticorpi) prodotte dal sistema immunitario per combattere le infezioni.

Utilizzo dell’Elettroforesi Proteica nella Diagnosi

L’elettroforesi proteica è ampiamente utilizzata nella diagnosi e monitoraggio di diverse malattie ematologiche, tra cui:

  1. Mieloma Multiplo: Nel mieloma multiplo, una malattia caratterizzata da proliferazione di plasmacellule, è comune osservare un picco monoclonale nella frazione gamma-globuline.
  2. Malattie del Fegato: L’elettroforesi proteica può aiutare a valutare le condizioni del fegato, come l’epatite e la cirrosi, analizzando i cambiamenti nella frazione alfa e beta-globuline.
  3. Malattie Infiammatorie: Le malattie infiammatorie croniche possono causare un aumento delle proteine della fase acuta, visibili come picchi nelle frazioni alfa-1 e alfa-2 globuline.
  4. Anemia: L’elettroforesi proteica può essere utilizzata per valutare alcune forme di anemia, come l’anemia emolitica, analizzando i cambiamenti nella frazione alfa-2-globuline.
  5. Sindrome Nefrosica: Nelle sindromi nefrosiche, si può osservare una perdita eccessiva di proteine nelle urine, determinando una riduzione delle gamma-globuline e una possibile riduzione dell’albumina.

ELEFANTIASI

Elefantiasi: Cause, Sintomi e Trattamento

L’elefantiasi, nota anche come filariasi linfatica, è una malattia tropicale causata da parassiti filari presenti nelle zanzare. Questa malattia provoca un’infiammazione cronica del sistema linfatico, che porta a un progressivo gonfiore e all’ispessimento della pelle, conferendo un aspetto simile a quello dell’elefante.

Cause dell’Elefantiasi

L’elefantiasi è causata dall’infezione da parassiti filari come il Wuchereria bancrofti, il Brugia malayi o il Brugia timori, trasmessi alle persone attraverso le punture di zanzara infette. I parassiti infestano il sistema linfatico e ostruiscono i vasi linfatici, impedendo il normale flusso della linfa e causando l’accumulo di liquidi.

Sintomi dell’Elefantiasi

I sintomi dell’elefantiasi includono:

  1. Gonfiore degli arti inferiori, ma può coinvolgere anche altre parti del corpo come gli arti superiori, i genitali o il viso.
  2. Pelle ispessita, rugosa e con solchi profondi.
  3. Dolore, sensazione di pesantezza e disagio nell’area interessata.
  4. Aumento del rischio di infezioni cutanee, come l’erisipela.

Trattamento dell’Elefantiasi

Attualmente non esiste una cura completa per l’elefantiasi, ma è possibile gestire i sintomi e prevenire il peggioramento della malattia attraverso le seguenti misure:

  1. Farmaci antiparassitari: Vengono somministrati farmaci specifici per uccidere i parassiti filari e ridurre l’infestazione.
  2. Terapia di compressione: L’utilizzo di bendaggi o indumenti a compressione può aiutare a ridurre il gonfiore e migliorare la circolazione linfatica.
  3. Igiene ed educazione: L’igiene cutanea adeguata e l’evitare l’esposizione alle punture di zanzara sono importanti per prevenire ulteriori infezioni e complicanze.
  4. Gestione dell’infiammazione e del dolore: Sono prescritti farmaci antinfiammatori o analgesici per alleviare l’infiammazione e il dolore associati.
  5. Controllo delle infezioni: È fondamentale prevenire e trattare tempestivamente le infezioni cutanee, come l’erisipela, che possono aggravare i sintomi dell’elefantiasi.

Conclusioni

L’elefantiasi è una malattia tropicale cronica caratterizzata da un’infiammazione del sistema linfatico e dal progressivo gonfiore degli arti o di altre parti del corpo. Sebbene non esista una cura completa, il trattamento mira a gestire i sintomi, prevenire complicanze e migliorare la qualità di vita dei pazienti. La prevenzione delle punture di zanzara, l’igiene adeguata e il trattamento tempestivo delle infezioni sono fondamentali per la gestione dell’elefantiasi. È importante consultare un medico specializzato per una valutazione accurata e un piano di trattamento appropriato.

EDEMA

Edema: Definizione, Cause e Trattamento

L’edema è un’accumulazione di liquidi nei tessuti del corpo, che provoca gonfiore e rigonfiamento. Questa condizione può verificarsi in diverse parti del corpo e può essere causata da molteplici fattori.

Cause dell’Edema

Le cause dell’edema possono includere:

  1. Ritenzione di liquidi: L’edema può essere causato da una ritenzione eccessiva di liquidi nel corpo, spesso dovuta a disturbi renali, insufficienza cardiaca, malattie epatiche o problemi circolatori.
  2. Infiammazione: L’infiammazione causata da lesioni, infezioni o malattie come l’artrite può portare all’accumulo di liquidi nei tessuti.
  3. Traumi: Lesioni fisiche come contusioni, distorsioni o fratture possono causare l’edema nella zona interessata.
  4. Reazioni allergiche: Le reazioni allergiche possono scatenare l’edema come parte della risposta infiammatoria del corpo.
  5. Cambiamenti ormonali: Fluttuazioni ormonali durante il ciclo mestruale, la gravidanza o la menopausa possono contribuire all’edema.

Trattamento dell’Edema

Il trattamento dell’edema dipende dalla causa sottostante e può includere:

  1. Terapia diuretica: Se l’edema è causato da una ritenzione eccessiva di liquidi, possono essere prescritti diuretici per favorire l’eliminazione dell’acqua in eccesso attraverso l’urina.
  2. Terapia di compressione: L’utilizzo di bendaggi o indumenti a compressione può aiutare a ridurre l’edema e migliorare la circolazione.
  3. Riduzione dell’assunzione di sale: Limitare l’assunzione di sodio può contribuire a ridurre la ritenzione di liquidi nel corpo.
  4. Sollevamento degli arti: Sollevare la parte del corpo affetta può aiutare a favorire il drenaggio dei liquidi ed alleviare l’edema.
  5. Trattamento delle cause sottostanti: Affrontare e trattare la causa sottostante dell’edema, come malattie renali, cardiache o epatiche, è essenziale per gestire la condizione in modo efficace.

Conclusioni

L’edema è caratterizzato dall’accumulo di liquidi nei tessuti del corpo, che provoca gonfiore e rigonfiamento. Le cause possono variare, tra cui ritenzione di liquidi, infiammazione, traumi, reazioni allergiche o cambiamenti ormonali. Il trattamento dell’edema dipende dalla causa sottostante e può includere terapia diuretica, terapia di compressione, riduzione dell’assunzione di sale, sollevamento degli arti e trattamento delle cause sottostanti. È importante consultare un medico per una corretta valutazione e un piano di trattamento adeguato per gestire l’edema in modo efficace.

ECO-COLOR-DOPPLER

Eco-Color-Doppler: Definizione e Utilizzo nella Diagnostica Medica

L’eco-color-doppler è una tecnica di imaging medico che combina l’ecografia con la tecnologia del doppler a colori. Questa procedura consente di visualizzare in tempo reale le immagini degli organi e dei vasi sanguigni, e di valutare il flusso sanguigno attraverso di essi.

Utilizzo dell’Eco-Color-Doppler

L’eco-color-doppler viene utilizzato per diverse finalità diagnostiche, tra cui:

  1. Valutazione vascolare: Permette di studiare la circolazione sanguigna nelle arterie, nelle vene e nei vasi linfatici. È utile per identificare ostruzioni, stenosi, aneurismi e valutare il flusso sanguigno in tempo reale.
  2. Diagnosi delle malattie cardiovascolari: Aiuta a rilevare anomalie nel flusso sanguigno nel cuore, valutare la funzionalità delle valvole cardiache e diagnosticare condizioni come l’ipertensione polmonare o le malformazioni cardiache congenite.
  3. Monitoraggio delle gravidanze: L’eco-color-doppler viene utilizzato per monitorare la circolazione fetale e placentare durante la gravidanza, rilevando eventuali anomalie o restrizioni del flusso sanguigno che potrebbero mettere a rischio il feto.
  4. Valutazione dei tumori e delle lesioni vascolari: Permette di identificare la presenza di tumori vascolari, aneurismi o malformazioni artero-venose, facilitando la pianificazione del trattamento.

Conclusioni

L’eco-color-doppler è una tecnica di imaging medico che combina l’ecografia con il doppler a colori per valutare il flusso sanguigno e visualizzare in tempo reale immagini dei vasi sanguigni e degli organi. Viene ampiamente utilizzato per la valutazione vascolare, la diagnosi delle malattie cardiovascolari, il monitoraggio delle gravidanze e la valutazione dei tumori vascolari. L’eco-color-doppler rappresenta uno strumento diagnostico importante che consente ai medici di ottenere informazioni dettagliate sul flusso sanguigno e aiuta nella valutazione e nel trattamento di diverse condizioni mediche.

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