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Tè curativo per ridurre il gonfiore.

introduzione:

Il linfedema è una patologia di tipo cronico e invalidante causata dal non corretto funzionamento del sistema linfatico. Tale problematica si manifesta con gonfiore sugli arti inferiori e superiori. Questa patologia, di cui a volte si parla troppo poco, colpisce circa trecento milioni di persone in tutto il mondo ed è quindi da non sottovalutare.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio che cos’è il linfedema, quali sono le cause, i sintomi e le terapie.

Che cos’è il linfedema?

Per prima cosa occorre capire esattamente che cos’è il linfedema, parliamo infatti di una condizione che causa un grosso accumulo di linfa nei tessuti, con tutte le conseguenze negative del caso.

Come abbiamo accennato all’inizio, questa patologia è tipica degli arti inferiori e superiori. Il linfedema è di fatto una conseguenza diretta derivata dalla compromissione del sistema linfatico e può suddiviso in due macro categorie, ovvero linfedema primario e linfedema secondario.

In definitiva bisogna sottolineare che il linfedema si manifesta attraverso dei sintomi come l’edema e in generale una sensazione di pesantezza e indolenzimento che colpisce l’arto o gli arti coinvolti.

Linfedema, quali sono le cause?

Prima di approfondire quelle che sono le cause scatenanti, occorre fare un piccolo passo indietro per comprendere meglio come funziona il sistema linfatico. Esso infatti è composto da tessuti e vasi che, di fatto, hanno il compito di trasportare un liquido chiamato linfa verso il sangue.
Questo sistema lavora in una direzione unica, ovvero dai tessuti verso il cuore.

L’insorgenza del linfedema può avere molteplici cause, ma ad ogni modo accade che la linfa non è più in grado di scorrere nell’organismo a causa di un’ostruzione al sistema linfatico che può essere dovuta a:

  • Infezioni di vario tipo
  • Lesioni
  • Tumore
  • Asportazione di linfonodi

Naturalmente, oltre a queste cause ve ne sono altre secondarie. Esistono inoltre dei fattori di rischio, ad esempio i trattamenti effettuati per la cura del cancro possono favorire l’insorgenza del linfedema.

Anche l’obesità purtroppo è un fattore di rischio, stesso discorso vale per le donne affette da tumore al seno che hanno subito l’asportazione parziale o totale della mammella interessata.

Quali sono i sintomi del linfedema?

Il sintomo principale del linfedema è ovviamente riconducibile alla presenza di un edema, quindi di un gonfiore piuttosto evidente che interessa uno o più arti. La gravità di questo gonfiore viene classificata in base a tre fasi, ovvero:

  • Fase 1: edema improntabile che torna normale al mattino
  • Fase 2: edema non improntabile con la conseguente presenza di un’infiammazione di tipo cronico
  • Fase 3: edema non improntabile che ha una consistenza molto dura.

Oltre a questo il paziente solitamente riferisce di sentire una sorta di pesantezza che colpisce la parte interessata dal gonfiore e spesso associata a dolore più o meno evidente.

Come viene diagnosticato il linfedema?

La diagnosi del linfedema è clinica ed è possibile utilizzare esami approfonditi come risonanza magnetica o eco doppler che possono aiutare a individuare tempestivamente la sede in cui è presente l’ostruzione.

Trattamento del linfedema

La terapia per la cura del linfedema ha come obiettivo principale quello di ridurre o eliminare il dolore e prevenire ulteriori infezioni. Ciò detto bisogna chiarire che, al momento, non esiste una terapia ufficiale per la cura del linfedema ma i pazienti hanno la possibilità di seguire un percorso specifico mirato alla riduzione dell’edema per ripristinare la possibilità di muoversi senza dolori o fastidi.

Tra le tante soluzioni esiste il linfodrenaggio, ovvero un massaggio manuale che stimola il sistema linfatico. Si tratta di un terapia estremamente utile ed efficace per ridurre il gonfiore. In alternativa si può procedere con l’utilizzo di tutori o la pressoterapia.

In altri casi il medico può consigliare al paziente una terapia conservativa che prevede una migliore igiene della pelle, la riduzione del peso in caso di obesità o sovrappeso e una maggiore attenzione al fine di evitare eventuali traumi. Si può inoltre prevedere l’utilizzo di alcuni farmaci che possono essere prescritti per la cura del linfedema.

Nei casi più seri è prevista la possibilità di intervenire chirurgicamente per asportare il tessuto in eccesso che si trova in corrispondenza dell’arto colpito da linfedema. Naturalmente l’operazione è rivolta ai pazienti che non hanno avuto alcun miglioramento con le terapie conservative.

te curativo come rimedio al linfedema

Ci sono diversi metodi naturali che possono aiutare a tenere sotto il controllo il linfedema che, come detto, ad oggi non ha una cura specifica.

Un rimedio davvero straordinario riguarda l’assunzione di tisane a base di erbe, in grado di aiutare il drenaggio per far defluire ed eliminare le tossine. Vediamo nello specifico quali sono le tisane più indicate:

  • Betulla: si tratta di una pianta che ha tantissime proprietà benefiche con effetto disintossicante in grado di ridurre fortemente la ritenzione idrica
  • Equiseto: un’altra pianta utile per combattere il linfedema. L’Equiseto svolge una potente azione diuretica favorendo il drenaggio dei liquidi in eccesso. Per curare ritenzione idrica e gonfiore, l’Equiseto può essere assunto da solo sotto forma di tisana oppure insieme alla Betulla
  • Ribes nero: le foglie di questa pianta possono essere utilizzate sotto forma di tisana proprio per le loro proprietà drenanti e depurative. Si tratta di una soluzione ottimale in quanto i suoi effetti benefici sono davvero variegati.

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